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Parchi naturali

Parco naturale regionale Gran Bosco di Salbertrand




parco1GESTORE:
Ente di gestione del Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand
SEDE:
Via Fransu-Fontan, 1 - 10050 Salbertrand (TO)
TEL.: 0122/854720 - FAX: 0122/854421
E MAIL: parco.salbertrand@ruparpiemonte.it
C.F. 96003360011 - P.IVA 05374740016
SUPERFICIE: 3.774,74 ha
PROVINCIE: Torino
ISTITUZIONE: 1980


L'AREA PROTETTA

Si estende sulla destra della Val di Susa (Alpi Cozie Settentrionali), dai 1000 metri slm ai 2600 dello spartiacque. Il principale motivo di istituzione del Parco, risiede nel particolare valore naturalistico del Gran Bosco vero e proprio: 700 ettari di foresta mista di abete bianco e abete rosso, unica nel panorama della vegetazione piemontese. I boschi sono di rilevante valore biologico e comprendono, in condizioni qualitative notevoli, tutte le conifere di pregio dell'ambiente alpino. Per i requisiti qualitativi non comuni, parte del territorio è iscritto nel Libro Nazionale dei boschi da seme per ben tre specie arboree: Abies alba, Picca excelsa e Pinus cembra. Gran parte dell'interesse aveva in passato motivazioni di tipo economico: queste abetine fornivano infatti già nel 1700 il legname per le grandi travature a vena dritta impiegato nelle grandi opere di ingegneria militare e civile, quali l'Arsenale di Torino, la Basilica di Superga e il Castello della Venaria Reale. Attualmente la specificità di questa foresta è legata alla cospicua presenza dell'abete rosso, raro nelle Alpi Occidentali, causa il clima continentale ad aridità estiva; è quindi probabile che la sua diffusione nel Gran Bosco abbia due cause principali: un microclima particolare, con ristagno di umidità atmosferica, e l'esistenza di un ecotipo resistente all'aridità estiva. Per queste ragioni, unite al vigore vegetativo e alla buona conformazione dei fusti, i popolamenti in questione (unitamente al Larice e al Pino cembro) sono stati inseriti nel Libro nazionale dei boschi da seme, e destinati a fornire materiale di propagazione utilizzato poi in rimboschimenti su tutto il resto delle Alpi.

REGOLAMENTO

Per garantire il rispetto dell'ambiente e favorire un turismo di qualità nel più assoluto rispetto della Natura, il Parco del Gran Bosco di Salbertrand si è dotato nel 1991 di un Regolamento di fruizione, una vera e propria legge che disciplina le modalità di utilizzo e di fruizione da parte dei visitatori dell'area protetta proteggendo il bosco, i suoi abitanti (animali, fiori, alberi ma anche l'uomo!) ed i delicati equilibri che li legano.
Nel Parco non si possono abbandonare rifiuti, non si possono accendere fuochi (ma nelle aree appositamente attrezzate è consentito l'utilizzo di barbecue e fornelli da campo), non si possono raccogliere i fiori o i frutti del sottobosco, ne disturbare o uccidere volontariamente anfibi, molluschi o insetti. Norme di buona educazione che in realtà dovrebbero essere rispettate ovunque, anche al di fuori di un'area protetta.
I cani devono essere tenuti al guinzaglio e non possono uscire dalle aree attrezzate e segnalate dall'Ente Parco (ma per venire incontro a chi ama passeggiare in compagnia del proprio cane, tutta la strada che da Sauze d'Oulx - Monfol porta alle Grange Seu è utilizzabile a tale scopo). Dal 15 Maggio al 30 Novembre, salvo specifica autorizzazione del Direttore e sotto il controllo di personale incaricato, è proibita la "caccia fotografica" per salvaguardare la tranquillità degli animali selvatici in un periodo delicato qual è quello della riproduzione e delle nascite.
Non è necessario addentrarsi nel bosco, fuori dai sentieri, per godersi la montagna ed i piacevoli incontri che essa ci può riservare. Il regolamento, in questo senso, è piuttosto rigido: è vietato uscire dai sentieri segnalati. Le strade carrozzabili interne all'area protetta sono chiuse al transito dei mezzi motorizzati, ma l'Ente Parco può concedere autorizzazioni giornaliere o periodiche per motivate e comprovate necessità. L'accesso in bicicletta può avvenire liberamente esclusivamente sulle strade carrozzabili interne e sui percorsi segnalati dall'Ente. I gruppi organizzati che vogliano entrare nel Parco sia a cavallo che in bicicletta devono essere in ogni caso autorizzati dalla Direzione del Parco a seguito di specifica richiesta. Nel periodo invernale, sui tracciati corrispondenti alle strade interne è consentito l'utilizzo di sci di qualsiasi tipo mentre sono vietati i percorsi fuoripista.
Le comitive e le scolaresche possono accedere al Parco in numero limitato e solo previa autorizzazione da parte del Direttore o accompagnati dal personale messo a disposizione dall'Ente è un ottimo sistema per assicurare a uomini ed animali la necessaria tranquillità ed imparare a conoscere la montagna ed i suoi segreti grazie all'intervento di guide esperte. Il campeggio è vietato su tutto il territorio del Parco, comprese le aree attrezzate, ma è possibile pernottare presso il rifugio Daniele Arlaud di proprietà dell'Ente e situato nel cuore dell'area protetta, presso Montagne Seu.

Parco naturale regionale Orsiera Rocciavrè




parco1SEDE AMMINISTRATIVA, DIREZIONE:
Ente di gestione del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè e Riserve Naturali di Chianocco e Foresto
SEDE LEGALE:
Ufficio Tecnico e Sede operativa Val Chisone:

Via Nazionale 2, Fraz. Mentoulles - 10060 Fenestrelle (TO)
Tel. e fax: 0121.83757 e-mail: vigilanzavch.parco.orsiera@ruparpiemonte.it
Direzione, Ufficio Amministrativo, Tecnico Agrario e Sede operativa Val Susa:
Via San Rocco, 2 Fraz. Foresto - 10053 Bussoleno (TO)
Tel. 0122.47064 - fax 0122.48383 e-mail: parco.orsiera@ruparpiemonte.it
Sede operativa Val Sangone:
Via Matteotti, 140/142 - 10050 Coazze (TO)
Tel. e fax 011.9340322 e-mail: pnorvalsangone@libero.it
Visita il sito: www.parco-orsiera.it
ISTITUZIONE: 1980
SUPERFICIE E AREA PROTETTA:
Il Parco si estende nelle Alpi Cozie Settentrionali, su territori di pertinenza delle valli Chisone, Susa e Sangone. I confini dell'area protetta corrono mediamente a una quota altimetrica di 1400 metri e le cime più importanti comprese al loro interno non raggiungono i 3000 metri: m 2890 il Monte Orsiera, 2778 il M. Rocciavrè m 2852 la Punta Rocca Nera e si estende su oltre 11.000 etttari.


Il Parco è una delle più grandi aree protette montane piemontesi, dopo il Gran Paradiso, il parco delle Alpi Marittime e quello della Valgrande. Inglobata la riserva naturale speciale dell'Orrido di Chianocco sul versante settentrionale della bassa valle di Susa, nel 1998 all'Orsiera-Rocciavrè è stata annessa anche la riserva naturale speciale dell'Orrido di Foresto alla periferia di Bussoleno. Nella varietà dei suoi versanti, il parco rappresenta una sorta di "isola di montagne" a due passi da Torino, dalla testata della val Sangone al colle delle Finestre tra Susa e Fenestrelle: faggete, pascoli e pietraie costituiscono il paesaggio del versante della val Sangone, arricchito dai pittoreschi laghi della Balma alle pendici del Robinet e dal Lago Blu nel vallone del Sangonetto, mentre il pascolo e il lariceto prevalgono in val Chisone, sede del Centro didattico ecologico di Pra Catinat a Fenestrelle, in una conca ornata da una foresta di pino silvestre sul sentiero che conduce alle bergerie Jouglard al centro di splendidi itinerari escursionistici: i laghetti della Manica alle falde della Cristalliera, e il lago Chardonnet dominato dalle due cime dell'Orsiera che sfiorano i 2900 metri di quota. Il versante della val Chisone è dominato dall'imponenza del Forte di Fenestrelle, mentre la parte valsusina del parco comprende la splendida Certosa di Montebenedetto, sul fianco destro del vallone del Gravio che conduce nel cuore della riserva naturale, l'anfiteatro del Lago Rosso e della pietraia di Cassafrera dominata dalle vette del Villano, il Pian Paris, la punta Malanotte, la Cristalliera, il Rocciavrè e il Pian Reale. Nel parco, attraversato dai sentieri che collegano i rifugi valsusini dell'Amprimo e del Toesca, del Selleries in val Chisone e della Balma in val Sangone, tra foreste miste e conifere come il larice e l'abete rosso, vivono marmotte, cervi, caprioli, lepri, camosci, cinghiali, stambecchi di recente introduzione e mufloni provenienti dalla riserva faunistica dell'Albergian in val Chisone. Tra gli uccelli l'aquila reale, il falco pecchiaiolo, l'astore, lo sparviero, il fagiano di monte, la pernice bianca e diverse specie di picchi; segnalato anche il ritorno del lupo.


I boschi della comunità montata Valli Chisone e Germanasca sono certificati

pecfNel corso del 2007 le proprietà forestali comunali di, Roure, Fenestrelle, Pragelato e Usseaux hanno ottenuto la certificazione della gestione forestale secondo lo schema PEFC.
Il PEFC è una norma riconosciuta a livello internazionale che definisce una serie di criteri e indicatori della "gestione forestale sostenibile" (GFS), ovvero parametri quantitativi e qualitativi che permettono di valutare le performance ambientali e la sostenibilità dei sistemi di gestione forestale. Per i sei Comuni certificati l'attività di monitoraggio e rispetto di criteri ed indicatori è affidata all'Ufficio Forestale di Comunità Montana mentre un organismo esterno svolge le verifiche ispettive periodiche ed emette il certificato.

I principi di base a cui si riferisce lo schema PEFC sono i seguenti:

  • Mantenimento e appropriato sviluppo delle risorse forestali e loro contributo al ciclo globale del carbonio;
  • Mantenimento della salute e vitalit?dell'ecosistema forestale;
  • Mantenimento e promozione delle funzioni produttive delle foreste (prodotti legnosi e non);
  • Mantenimento, conservazione e adeguato sviluppo della diversit?biologica negli ecosistemi forestali;
  • Mantenimento e adeguato sviluppo delle funzioni protettive nella gestione forestale (in particolare suolo e acqua);
  • Mantenimento di altre funzioni e condizioni socio-economiche.

Le superfici attualmente certificate sono: Pragelato 1678 ha, Fenestrelle 1602 ha, Usseaux 749 ha, Roure 575 ha.




Referente sulla certificazione della gestione forestale in Val Chisone potete contattare:
Ufficio Forestale di Comunità Montana tel: 0121 802521 e mail: ufficioforestale@alpimedia.it